coreografia e regia Benedetto Sicca
drammaturgia musicale Chiara Mallozzi
disegno luci Giuseppe Di Lorenzo
danzatori Flavio Ferruzzi, Nicolas Grimaldi Capitello, Andrea Palumbo, Angelo Petracca, Francesco Russo

 

Produzione Interno5
con il sostegno del MIBACT 

 

 

Dice Kierkegaard:

L'attesa è una freccia che vola e che resta conficcata nel bersaglio.

La realizzazione dell'attesa è una freccia che oltrepassa il bersaglio.

 

Siamo in attesa. Da generazioni, forse due o tre. Ma forse da tutte le generazioni di prima. L’attesa è una condizione tanto storica quanto interiore, un evento quotidiano, un percorso individuale, una condivisione collettiva. Un problema religioso, una causa di guerre, un perno delle industrie farmaceutiche.

 

Siamo in attesa da quando ci svegliamo al mattino a quando andiamo la sera a dormire. A letto, al caffè, al lavoro, al supermarket, all’aeroporto, al telefono, alla fermata del tram, al bar. In ogni relazione con una persona o con un oggetto, attendiamo.

 

È difficile, forse impossibile, ripensare ad una propria giornata priva d’attesa.

 

Attraversiamo ogni giorno lo spazio dell’attesa e il tempo dell’attesa e non sappiamo se l’attesa annulla il presente o gli dà senso. Di certo l’attesa si trasforma, si deforma e ci deforma.

Il nostro stare si deforma e si trasforma nel nostro attendere, ma stare ed attendere sono due modi di vivere profondamente diversi.

 

La musica di Monteverdi è pura tensione all’attesa, si trasla in “affetti”, li rende quasi tangibili: è, per definizione, “musica con gesto”, in cui i contrasti dell’animo umano (e della sua attesa) diventano senso. Le cadenze si trasformano in stasi irrisolta, i madrigali dialogano con suoni del quotidiano. Fino a disegnare multidimensionali partiture delle nostre attese. 

 

Standing vuol dire stare. Stare è una condizione in cui tutto può accadere ed in cui si è pronti ad accogliere qualunque cosa accada. Accogliere ciò che accade non vuol dire smettere di coltivare i nostri desideri, ma trattare i nostri desideri come qualcosa da vivere con gioia e serenità e non come qualcosa per cui vivere la quotidiana insoddisfazione di non vederli realizzati.

 

La vita è piena di grandi opportunità di gioia che ci circondano, se solo smettiamo di prestare attenzione a tutto ciò che non corrisponde alle nostre attese. Con questo spirito abbiamo affrontato la creazione di questo pezzo. Che infatti è stato un processo enormemente ricco di gioia